La Strecia 2015: Magia di una sera di fine estate, di Simona Broggini

Pubblichiamo i vincitori del concorso La Strecia 2015, di cui demmo notizia tempo fa. Il quarto classificato (ex aequo): il racconto Magia di una sera di fine estate, di Simona Broggini.

Ecco l’incipit:

Finalmente a casa. Mi lascio sprofondare nel mio divano. Esausto.

È stata una giornata interminabile. Il trillo incessante del telefono, le richieste perentorie dei superiori, le consulenze dei subordinati, il puntuale richiamo della segretaria che annuncia visite e ricorda impegni. Incontri, riunioni, presentazioni, resoconti, pianificazioni. Senza tregua. Un’estenuante corsa ad ostacoli per tagliare il traguardo, o meglio, più traguardi: sottrarre un cliente al tuo avversario, concludere un nuovo contratto, incrementare il fatturato. Una giornata come tutte le altre, nel tentativo di sopravvivere nella frenetica giungla londinese. Ma ne è valsa la pena. In breve tempo, ho conquistato l’incarico di Sales Manager presso una grande azienda.

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La Strecia 2015: Su al San Lucio per un pugno di riso, di Elia Stampanoni

Pubblichiamo i vincitori del concorso La Strecia 2015, di cui demmo notizia tempo fa. Il terzo classificato: il racconto Su al San Lucio per un pugno di riso, di Elia Stampanoni.

Ecco l’incipit:

Oggi non sono io a parlare, non voglio raccontare di come sono arrivato in cima al San Lucio. In bicicletta ci ho messo meno di due ore, neanche 120 minuti per superare mille metri di dislivello e più. Ma di questo poco importa. Se oggi il San Lucio è per me meta di gite e scampagnate, una volta il passo che collega la Val Cavargna con la Val Colla era punto di scambio tra Italia e Svizzera, luogo di fatiche.

Una serata d’estate al LongLake Festival

20160710_184700E’ stato emozionante sentire leggere i propri racconti da Franco di Leo. La lettura a voce alta è fondamentale, spesso lo ricordiamo nei nostri laboratori. Serve per dare valore a ciò che immaginiamo, che dalla fatica davanti alla tastiera si trasforma in pensieri messi in ordine per sé e per gli altri.  Far ascoltare le nostre parole, far scattare la curiosità sulle storie che abbiamo deciso di raccontare: eravamo attenti, assorti, cercavamo di cogliere, nonostante il caldo che ci avvolgeva in una bella serata di luglio sul lungolago di Lugano, le emozioni che altri come noi volevano trasmetterci.

La serata di domenica scorsa al Long Lake Festival è stata soprattutto questo: un momento di scambio tra persone che condividono la stessa passione.

Anche nelle presentazioni di sé ognuno ha messo la propria creatività, con il desiderio di andare oltre un semplice elenco di nomi.

Grazie a chi c’era, a chi avrebbe voluto esserci, a tutti gli amici e simpatizzanti della Scuola Yanez.

Le pubblicazioni sul blog continueranno anche durante l’estate.

Ci vediamo a settembre!

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Ecco i racconti letti (con i link se disponibili)

Sara Bellicini – Il regalo della nonna

Silvia Bello Molteni – Il bicchiere vuoto

Leonardo Boffini – A tavola (disponibile in cartaceo sul libretto dei finalisti del Premio Chiara Giovani 2015)

Simona Broggini –  Abracadabra

Marco Faré – Un’ora

Lorenza Noseda – Il ponte di Oresund

Elisabetta Tozzo – Il viaggio di ritorno  (pubblicato su “Racconti nella rete” 2016)

Gilda Vischia – I bambini ci raccontano storie di vita (di prossima pubblicazione sul blog)

 

Il bicchiere vuoto

Esercizio di Silvia Bello Molteni

 

–     Ma non è possibile! L’ho appena riempito!

Mario fissa incredulo il calice vuoto sul tavolo.

– C’è qualcuno? – Si gira di scatto verso la cucina alle sue spalle, poi guarda sotto il

tavolo, ma  niente! Non c’è  nessuno:  solo lui, il divano,  l’armadio aperto,  il  tavolo, la

sedia e quel bicchiere vuoto davanti ai suoi occhi stanchi.

C’è  poco da  nascondersi  in quel  monolocale  mansardato,  illuminato dal  grande

lucernario sul  tetto, col  vetro sporco e  scheggiato che  disegna  cicatrici  d’ombra  sul

pavimento del locale.

 

Serio, prende il bicchiere, alza per un attimo lo sguardo verso il lucernario, attirato

dal rumore della pioggia sul vetro, poi ritorna con gli occhi sul calice che ha in mano, ne

stringe  il  gambo fine  con il  pollice  e  l’indice;  schiaccia, spreme,  quasi  a  vedere  se

qualche goccia residua di vino rosso zampilli verso l’alto.

–  Sei  proprio vuoto, accidenti!  O  forse  no! Aspetta  un attimo… –  Sussulta  con un

sogghigno maligno.

Si porta quindi il bicchiere all’occhio sinistro e, strizzando l’occhio destro, come un

capitano incerto, ne  scruta  il  fondo  col  suo improbabile  cannocchiale. Inarca  il  collo

verso l’alto e, alzando il bicchiere e la voce, parla alla sua ciurma invisibile:

– Nulla di nulla all’orizzonte rosso scuro del mio bicchiere vuo…

Una  goccia  di  vino sulle  ciglia  interrompe  il  suo spiare  nel  bicchiere  e, appena

scostato il vetro dalla pelle, disegna sulla palpebra un rigagnolo violaceo che cola giù,

lungo la guancia. In un rigurgito d’orgoglio, con la guancia segnata e l’occhio sinistro

bordato da un’impronta circolare, Mario scatta in piedi.

–  Ah! Vuoi  la  guerra?  E  guerra  sia! Tu sei  vuoto,  ma  io ti  riempio! Eccome  se ti

riempio! Qualcosa… qualcosa  troverò! Sono un tipo dalle  mille  risorse  io … Aspetta

qui!

 

Appoggia arrabbiato il bicchiere sul tavolo, che risponde con un rumore di legno. Si

gira, fa un passo ed è davanti al ripiano di cucina; prende la bottiglia di Merlot, ma è

vuota. Cerca tra tutte le bottiglie che tiene in una cesta a terra. Tutte vuote! La porta del

piccolo frigorifero gli rimbalza contro, talmente è forte la sua foga per aprirla, e subito

la richiude quando vede che non c’è più nulla sui ripiani.

– Nemmeno una birra…

Apre furioso le ante della piccola dispensa piena di scatole e confezioni diverse che

fa cadere a terra una ad una, elencandole in un arrabbiato crescente:

– Fagioli, ravioli, piselli, tonno… niente vino!

Spazientito lascia  tutto a  terra  e, con un calcio a  una  lattina  di  pesche  sciroppate,

triste  cadavere  nemico della  sua  battaglia  appena  persa, si  muove  di  nuovo verso il

tavolo, ma, improvvisamente, si blocca.

Nel suo bicchiere, lì, sul tavolo, un liquido rosa chiaro si è materializzato sul fondo, e

lentamente aumenta di volume.

 

Mario, con un mezzo sorriso, si  avvicina  a  quel  calice  magicamente  riempito e  si

accorge  che  dal  vetro scheggiato del  lucernario un pianto di  pioggia  cade  lento e

inesorabile: goccia dopo goccia riempie quel bicchiere, ormai non più vuoto.

– Cosa ti dicevo? Traditore di un bicchiere! Un modo per riempirti l’ho trovato!

Con un gesto carico di  spirito di  vittoria  agguanta  deciso il  calice  per il  gambo  e,

prima di bere quell’acqua colorata, pronuncia fiero il suo brindisi:

– E allora… SALUTE, bicchiere non più vuoto!

La Strecia 2015: Verso la libertà, di Ilaria Looser

Pubblichiamo i vincitori del concorso La Strecia 2015, di cui demmo notizia tempo fa. Il secondo classificato (ex aequo): il racconto Verso la libertà di Ilaria Looser.

Ecco l’incipit:

Sono sorprendentemente in ritardo. Sarebbero stupiti anche i miei superiori che hanno sempre lodato la mia puntualità. Per le strade bagnate dalla pioggia notturna, c’è movimento. È una frenesia scoordinata e scomposta. Abbasso lo sguardo percorrendo il mio corpo coperto da abiti neri. Le scarpe sono scomode e il completo è stretto. Sento le clavicole premere contro lo sterno e mi sento mancare l’energia vitale. Un leggero venticello mi fa inspirare profondamente, ribellandomi per un istante alla morsa impietosa della giacca.

La Strecia 2015: Prèvat e pulenta, di Gioele Madonna

Pubblichiamo i vincitori del concorso La Strecia 2015, di cui demmo notizia tempo fa. Il secondo classificato (ex aequo): il racconto Prèvat e pulenta, di Gioele Madonna.

Ecco l’incipit:

E gh’è stai un dì, nela gésa d’un paesòtt ch’o stava da la part giuscta del pian da Magadìn –la part al sóo, per intendes- un prèvat mézz matt, ch’à vorsù cambià la situazion de la so gésa. E l’à mia scbiancò la fascàda o scpostò ‘n para de quader, no, l’è rivòo a eliminà l’òsctia! Ma l’è mia ch’o l’à dimà toia via: o l’à sosctituida.

La Strecia 2015: Il nuvolone, di Giovanni Bruno

Pubblichiamo i vincitori del concorso La Strecia 2015, di cui demmo notizia tempo fa. Iniziamo con il vincitore: il racconto Il nuvolone, di Giovanni Bruno. Nelle prossime settimane pubblicheremo gli altri vincitori.

Ecco un estratto:

“Mamma, un transformer!”

Laura si girò verso il figlioletto Alex, fermo in mezzo al prato, con gli occhi luccicanti. Puntava l’indice verso il lago, in alto. Tutta la tavolata volse lo sguardo nella direzione indicata dal piccolo. Sulla sponda opposta un nuvolone grigio scuro si ergeva maestoso sopra la diga della Verzasca. Aveva effettivamente la forma di una figura umana che andava trasformandosi man mano che si muoveva. E sembrava proprio che si muovesse nella loro direzione.

extra 2015 – Mani di fata, di Lorenza Noseda

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Pubblichiamo i racconti vincitori del concorso Extra 2015, inserto del Corriere del Ticino.

Chiude la sessione 2015 Lorenza Noseda, con Mani di fata.

Di seguito un estratto:

Il “quaderno dei ricami” è sullo scaffale, nel reparto “Scuola” fra il Till Eulenspie- gel, edizione per la gioventù e l’album dei disegni a car- boncino della quarta ginnasio. Alla pagina 8 del quadernetto, il campione di stoffa ricamato col punto Assisi è incollato al centro del foglio, ornato di una cornice colorata a festoni. È il pezzo più bello della raccolta di lavori femminili, e sì, si chiamavano proprio così!

extra 2015 – La mandria e la bambina, di Nino Smacchia

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Pubblichiamo i racconti vincitori del concorso Extra 2015, inserto del Corriere del Ticino.

Il 30 luglio 2015 è la volta di Nino Smacchia, con La mandria e la bambina.

Di seguito un estratto:

Il temporale si avvicinava minaccioso: ogni tanto, un fulmine illuminava la valle di una luce sinistra. Poi arrivava
il tuono che faceva tremare la terra. Il vento era ancora legge- ro, ma con una rabbia a stento trattenuta, che presto si sareb- be sfogata con tutta la forza e sarebbe successo il nimondo. In quei frangenti la cosa da fare era radunare la mandria e portarla al sicuro.Tino lo sapeva bene e col lungo bastone sospingeva le bestie verso casa.

extra 2015 – Solo al mondo, di Andrea Bertagni

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Pubblichiamo i racconti vincitori del concorso Extra 2015, inserto del Corriere del Ticino.

Solo al mondo di Andrea Bertagni appare il 16 luglio 2015.

Di seguito un estratto:

Deve scendere a Bellinzona, signore.
– Sì, certo, grazie mille. L’Orfano cercò di sorridere, ma, nonostante gli sforzi,
non ci riuscì molto. Colpa dei denti. Storti e cariati. Ma so- prattutto della cicatrice a metà guancia che lo faceva somi- gliare più a un galeotto o a un marinaio dei peggiori galeoni, che a un tranquillo viaggiatore. Il controllore lo guardò ancora per qualche istante, poi voltò lo sguardo.A Bellinzona avreb- be nito il turno. Non voleva problemi. Non quella notte .
– C’è già stato? A Bellinzona, intendo?