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Notte in un vecchio mulino. Notte di Nebbia (non) Gialla

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Capita raramente che, arrivata una certa ora, non mi venga affatto voglia di dormire. E non per preoccupazioni o eccessiva stanchezza, ma per desiderio di godermi il più possibile un’atmosfera, una sensazione.

Ero in viaggio per seguire un evento culturale nella Bassa Padana e alloggiavo in un Bed and Breakfast ricavato in un vecchio mulino a Luzzara, il paese natale di Cesare Zavattini. Un luogo accogliente, che conservava le tracce dell’antico mestiere: una scala, una catena, un gancio di carico, la sede della tramoggia, il condotto che portava il macinato. E insieme le tovaglie di lino grezzo con motivi floreali stampati, i tappeti, le sedie, le tende di pizzo, le lampade: il buon gusto dell’architettura d’interno che vuole valorizzare l’antico. Al caldo, seduta sul divano, avvolta dal calore dell’ambiente, ho sentito d’improvviso un richiamo a un mondo che non aveva nulla di così candido, profumato e perbene. E’ bastato sfogliare un album di foto disposto sul tavolino: contadini che popolavano le campagne di allora, foto dei paesaggi vuoti di case, intrisi di vita.

Mi ero appena lasciata la nebbia fuori e sono corsa alla finestra. Nel cortile gli edifici che erano il vecchio caseificio erano avvolti da un candore lattiginoso, illuminati da un faro invisibile come una luna di carta. Da lì sembrano uscire ora quelle figure e venirmi incontro a volersi raccontare. Volti rugosi bruciati dal sole e marciti dall’umidità, mani callose e artritiche, aie e cortili vuoti e fangosi o arsi dal sole che d’estate qui ammorba più della nebbia d’inverno.

Le fotografie, si sa, possono dire molto: scatti che immortalano degli sguardi severi, increduli, mai sereni e la miseria di case antiche e muri scrostati, di abiti consunti di strade sterrate senza automobili.
Ho chiuso il libro a malincuore lasciando vincere la stanchezza. Ho aperto la finestra per respirare l’aria umida. La nebbia che dilata il tempo e dà quasi l’illusione dell’infinito. Il luogo dove puoi incontrare chi c’era.

Barbara Bottazzi

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Note:
1) Ero lì per  seguire il Nebbia Gialla 2016 Qui trovate le mie impressioni giornalistiche.
2) Il libro fotografico in questione è “Un paese. Vent’anni dopo” di Cesare Zavattini e Gianni Berengo Gardin – 24 ore cultura

3) Grazie per la calorosa accoglienza al B&B La spingarda di Luzzara (RE)

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